19 February 2026

L’analisi dell’opera di Edgard Varèse (1883-1965) si concentra sulla sua rivoluzionaria concezione della musica come «suono organizzato». Considerato uno dei massimi innovatori del Xx secolo, Varèse ha abbandonato le strutture melodiche e armoniche tradizionali, per esplorare la materia sonora in termini di masse, volumi e piani.
Varèse intendeva il suono come «materia vivente», da liberare dai vincoli del temperamento equabile. La sua ricerca lo ha portato a integrare rumori, sirene e, successivamente, suoni elettronici.
Per Varèse, comporre significava occupare uno spazio. Egli paragonava i suoi blocchi sonori a strutture architettoniche, dove la forma emergeva dalle proprietà acustiche del materiale stesso.
L’orchestrazione non era per lui un’aggiunta successiva ma parte integrante della sostanza musicale. Ha dato dignità solistica alle percussioni e ha cercato strumenti capaci di produrre nuove frequenze.

No comments:

Post a Comment

L’analisi dell’opera di Edgard Varèse (1883-1965) si concentra sulla sua rivoluzionaria concezione della musica come «suono organizzato». Co...