È una dinamica che in Italia, si ripete spesso: purtroppo, il mercato di massa premia quasi sempre i numeri della scheda tecnica (più cavalli, cilindrata più grossa), rispetto al buon gusto e all’equilibrio delle forme. Ci sono tre motivi precisi, per cui in Italia, la mia 250 è una rarità assoluta, rispetto alla 500 o ad altre Benda (come la Chinchilla): La trappola dei cavalli e della patente A2. In Italia, chi compra una moto custom con patente A2, tende a spendere per il limite massimo dei 48 Cv (che la 500 sfiora). Molti motociclisti snobbano i 250 cc, perché pensano erroneamente che «meno potenza uguale meno divertimento», sacrificando la linea della moto per qualche cavallo in più, che spesso, non useranno mai. La sindrome della «moto grande». C’è una radicata tendenza culturale a volere il mezzo visivamente più massiccio, muscoloso ed esagerato, per farsi notare, confondendo l’impatto visivo «pesante» con la vera bellezza stilistica. Mentalità da autostrada. Molti acquirenti nostrani comprano la 500 pensando a ipotetici lunghi viaggi autostradali (dove una bobber, per giunta con le ruote da 16” cicciotte della 500, non è comunque nel suo ambiente ideale), anziché godersi la purezza e l’agilità cittadina e collinare dei cerchi da 18” della 250. Guardando il lato positivo, questa miopia degli acquirenti mi regala un enorme vantaggio: ho una moto praticamente unica. Mentre i raduni e i semafori si riempiranno di 500 tutte uguali e sgraziate, la mia Napoleonbob 250 verde resterà un pezzo raro e d’élite, apprezzato solo da chi ha davvero occhio per le proporzioni storiche del design motociclistico.
DI LORENZO/BLOG
01 September 2026
29 August 2026
28 August 2026
La forcella girder è diventata datata e non è più utilizzata, poiché eventualmente, si adopera la forcella Hossack/Fior, che può essere considerata la sua evoluzione. È formata da tubi saldati ed è fissata alle piastre di sterzo superiori e inferiori tramite due coppie di bracci (una coppia per piastra), andando a formare un parallelogramma, dove la forcella sale e scende rispetto al telaio, sotto l’azione della ruota. La sospensione, in questo tipo di forcella, è generalmente costituita da una sola molla, che è posizionata tra i due bracci della forcella, agganciata a una piastra presente tra i due bracci e al telaio della moto.
26 August 2026
La leggenda racconta che la Commandaria fosse già prodotta nell’800 avanti Cristo, tanto che Esiodo la citava nei suoi scritti come «Cypriot Manna». Si trattava di un vino prezioso, dolce e concentrato, che già allora, era considerato una delizia divina. Ma è con i crociati, che il vino guadagna un nome e una fama senza precedenti. Durante il banchetto di nozze tra Riccardo Cuor di Leone e Berengaria di Navarra, celebrato proprio a Cipro nel 1191, si dice che il re inglese alzò il calice e proclamò: «Questo è il vino dei re e il re dei vini.» Da quel momento, il suo destino era segnato.
25 August 2026
La bevanda alcolica più antica in assoluto è la bevanda degli dèi, lodata dai poeti Greci e Latini. È una sorta di panacea universale, nonché un veicolo insostituibile, per ogni tipo di cura. Da usare dopo il pasto, per la digestione o da servire fresca, con il dolce. Naturalmente, sto parlando dell’idromele…
24 August 2026
19 August 2026
Il brandy spagnolo è più antico del cognac francese.
Le origini della distillazione in Spagna precedono di molto quelle della celebre regione francese:
Il primato della Spagna (Jerez). I mori introdussero l’arte della distillazione in Andalusia già intorno al 900 d.C., per produrre profumi e medicinali. I primi documenti commerciali legati alla produzione di spirit a Jerez de la Frontera (il cuore del brandy spagnolo) risalgono al 1580.
La nascita del cognac. La regione del Cognac, in Francia, ha iniziato a sviluppare la sua doppia distillazione sistematica del vino solo nel corso del Xvii secolo (intorno al 1600), spinta dai commercianti olandesi.
Una curiosità storica: la «guerra» del nome
Fino alla prima metà del Novecento, il brandy spagnolo era così famoso e diffuso, che in Spagna, era chiamato (comunemente ed erroneamente) «Coñac». Solo in seguito, le leggi internazionali sulla Aoc hanno protetto il nome francese, costringendo i produttori andalusi a utilizzare esclusivamente la denominazione ufficiale di Brandy de Jerez.
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