DI LORENZO/BLOG
24 April 2026
23 April 2026
Hermann von Helmholtz (1821-1894) è stato un medico, fisiologo e fisico tedesco. Vero e proprio homo universalis, fu uno degli scienziati più poliedrici del suo tempo e fu soprannominato «Cancelliere della fisica». In acustica, si occupò della natura fisica dello stimolo sonoro e di teoria ed estetica musicale. Egli si inserì nella disputa, tra Ohm e August Seebeck, sulla natura ondulatoria del suono e sul timbro. Egli era un appassionato di musica, aveva enormi conoscenze tecniche in materia di funzionamento degli strumenti musicali e fu proprio tale passione a spingerlo ad approfondire il funzionamento della sfera uditiva, oltre al suo progetto di unificazione di fisica, fisiologia, storia, musicologia e filosofia. Applicò la scomposizione sinusoidale alle onde acustiche, affermando che: Ogni movimento vibratorio dell’aria nel condotto uditivo, corrispondente a un suono musicale, può sempre – e sempre in un solo modo – essere riguardato come la somma di un certo numero di movimenti vibratori, corrispondenti ai suoni parziali del suono considerato. Riuscì, inoltre, a dimostrare che il timbro di un suono complesso dipende dalle sue componenti parziali, ovvero, dal suono fondamentale e dalle armoniche e sviluppò una teoria matematica, la teoria della risonanza, su cui basò la sua opera La teoria delle sensazioni tonali come base fisiologica della teoria musicale (1863). Nel 1860, ideò dei particolari dispositivi acustici chiamati risuonatori, che permettono di isolare e amplificare determinate frequenze sonore, effettuando in tal modo una analisi di Fourier applicata alle onde acustiche e fornendo un interessante modello del funzionamento dell’orecchio umano.
19 April 2026
Sembra un paradosso: l’uomo che voleva «macchine sonore» e odiava il pettegolezzo della melodia, scrive un pezzo per flauto solo. Ma la chiave è tutta nel titolo e nel materiale: il platino. Ecco come si spiega Density 21.5, alla luce delle sue teorie: Il suono come oggetto solido. Varèse non scrive una «canzoncina» per flauto. Tratta il suono del flauto come se fosse una bacchetta di metallo. Ogni nota non è parte di una frase sentimentale ma è un atomo scagliato nello spazio. Quando sento quei salti d’intervallo brutali e quei suoni percussivi (i famosi key slaps), non sto ascoltando musica, sto ascoltando la resistenza del materiale. Velocità diverse in un solo corpo. Anche se lo strumento è uno solo, Varèse gioca con i registri (basso, medio, acutissimo), come se fossero masse diverse che si scontrano. Il flauto «salta» da una parte all’altra dello spettro così velocemente che sembra voler essere in due posti contemporaneamente. È la sua idea di «lancio sonoro»: il suono non scorre, è lanciato contro le pareti. La densità è la massa. Il titolo si riferisce alla densità fisica del platino. Per lui, la musica deve avere lo stesso peso specifico della materia. Anche in un solo strumento, egli cerca la pressione. Se il flautista è «asmatico», la densità crolla e il pezzo diventa aria fritta. Se invece il suono è teso e metallico, allora sento la massa che ruota. L’addio al pettegolezzo. Non c’è sviluppo, non c’è «tema e variazione». C’è solo l’esplorazione del limite fisico dello strumento. È un’architettura di solitudine, dove la melodia è distrutta dalla forza dell’urto tra le note. Varèse non ha tradito i suoi princìpi; ha solo dimostrato che può piegare anche un flauto alle leggi della fisica industriale.
16 April 2026
15 April 2026
04 April 2026
03 April 2026
Hyperprism (1922-23) è il primo di una serie di brani di Varèse evocanti le scienze: Intégrales, Density 21.5, Ionisation, Espace. L’idea di Varèse era di trasporre musicalmente l’effetto che il prisma ha su un fascio luminoso: cercare di ottenere un effetto di diffrazione, separando i componenti del suono: attacchi, risonanze, frequenze, durate e intensità.
L’organico mette in luce caratteristiche del processo compositivo: la scelta di percussioni unicamente ad altezza indeterminata rinforza l’opposizione con gli strumenti ad altezza determinata, i fiati, creando due piani distinti che si contrappongono, si scontrano o si coniugano. Gli strumenti a fiato coprono un spettro largo ed equilibrato: l’ambitus totale utilizzato in Hyperprism copre più di 6 ottave, dal fa0 al sol6, nella notazione scientifica dell’altezza. Con la loro potenza sonora, gli ottoni sono incaricati di contrastare la percussione: a loro sono affidate le parti principali. Viceversa, i legni hanno un ruolo essenzialmente di colorazione armonica e timbrica, rinforzando le frequenze, nel registro acuto dello spettro. La percussione acquista un’importanza mai sentita, all’epoca: è trattata, per la prima volta nella storia della musica, allo stesso modo delle altre famiglie di strumenti. La sirena, primo passo verso la musica elettronica, non è adoperata per ragioni aneddotiche o per produrre insoliti effetti.
L’ acousmonium è un’«orchestra di altoparlanti», concepita per la proiezione spazializzata del suono, ideata da François Bayle nel 1974, a ...
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1. Il ritardo è definito come la suddivisione di un segnale in componenti separate, una delle quali è ritardata e quindi ...
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È un dato di fatto: in nessun altro anno della mia vita, ho raggiunto un numero così alto di pubblicazioni. Nel 2022, ho pubblicato 53 singo...
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Zappa era un visionario intrappolato in una tecnologia che arrancava dietro la sua immaginazione. Per caricare pochi secondi di campionament...