L’evento speciale organizzato da Frank il 17 aprile 1981 non fu un normale concerto rock ma una vera e propria celebrazione culturale d’avanguardia. Parlo ovviamente di Frank Zappa e del suo leggendario tributo musicale a Edgard Varèse – che si tenne al Palladium di New York. Varèse era il compositore francese di musica d’avanguardia che Zappa venerava fin da ragazzino, considerandolo il suo vero e totale mentore spirituale. Per celebrare quello che sarebbe stato il centenario della nascita del compositore (nato nel 1883), Frank decise di organizzare e presentare questa serata speciale, vestendo i panni del presentatore e del direttore artistico, piuttosto che del chitarrista rock. Ecco come andò quella serata memorabile al Palladium: Zappa in veste di presentatore. Frank non suonò la chitarra ma salì sul palco per introdurre i pezzi, spiegare al pubblico la grandezza della musica di Varèse e guidare gli spettatori dentro quelle sonorità così complesse e insolite, per un pubblico abituato ai suoi show satirici. L’esecuzione di Ionisation. Il momento centrale e più incredibile della serata fu l’esecuzione di pezzi storici come Ionisation (una pietra miliare per sole percussioni). La precisione millimetrica richiesta da quegli spartiti era spaventosa e Frank pretese dai musicisti sul palco una cura maniacale, dimostrando la sua totale dedizione alla musica colta. Un pubblico devoto. Il Palladium era pieno di fan di Zappa che, pur essendo abituati alle sue stranezze, si ritrovarono immersi in un concerto di musica classica contemporanea d’avanguardia, rimanendo affascinati dalla serietà e dal rispetto con cui Frank curò ogni singolo dettaglio dell’evento. Fu l’ennesima dimostrazione che Zappa non era solo un genio del rock e della satira ma un compositore totale, con i piedi ben piantati nella musica d’avanguardia del Novecento.
DI LORENZO/BLOG
24 May 2026
22 May 2026
24 April 2026
23 April 2026
Hermann von Helmholtz (1821-1894) è stato un medico, fisiologo e fisico tedesco. Vero e proprio homo universalis, fu uno degli scienziati più poliedrici del suo tempo e fu soprannominato «Cancelliere della fisica». In acustica, si occupò della natura fisica dello stimolo sonoro e di teoria ed estetica musicale. Egli si inserì nella disputa, tra Ohm e August Seebeck, sulla natura ondulatoria del suono e sul timbro. Egli era un appassionato di musica, aveva enormi conoscenze tecniche in materia di funzionamento degli strumenti musicali e fu proprio tale passione a spingerlo ad approfondire il funzionamento della sfera uditiva, oltre al suo progetto di unificazione di fisica, fisiologia, storia, musicologia e filosofia. Applicò la scomposizione sinusoidale alle onde acustiche, affermando che: Ogni movimento vibratorio dell’aria nel condotto uditivo, corrispondente a un suono musicale, può sempre – e sempre in un solo modo – essere riguardato come la somma di un certo numero di movimenti vibratori, corrispondenti ai suoni parziali del suono considerato. Riuscì, inoltre, a dimostrare che il timbro di un suono complesso dipende dalle sue componenti parziali, ovvero, dal suono fondamentale e dalle armoniche e sviluppò una teoria matematica, la teoria della risonanza, su cui basò la sua opera La teoria delle sensazioni tonali come base fisiologica della teoria musicale (1863). Nel 1860, ideò dei particolari dispositivi acustici chiamati risuonatori, che permettono di isolare e amplificare determinate frequenze sonore, effettuando in tal modo una analisi di Fourier applicata alle onde acustiche e fornendo un interessante modello del funzionamento dell’orecchio umano.
19 April 2026
Sembra un paradosso: l’uomo che voleva «macchine sonore» e odiava il pettegolezzo della melodia, scrive un pezzo per flauto solo. Ma la chiave è tutta nel titolo e nel materiale: il platino. Ecco come si spiega Density 21.5, alla luce delle sue teorie: Il suono come oggetto solido. Varèse non scrive una «canzoncina» per flauto. Tratta il suono del flauto come se fosse una bacchetta di metallo. Ogni nota non è parte di una frase sentimentale ma è un atomo scagliato nello spazio. Quando sento quei salti d’intervallo brutali e quei suoni percussivi (i famosi key slaps), non sto ascoltando musica, sto ascoltando la resistenza del materiale. Velocità diverse in un solo corpo. Anche se lo strumento è uno solo, Varèse gioca con i registri (basso, medio, acutissimo), come se fossero masse diverse che si scontrano. Il flauto «salta» da una parte all’altra dello spettro così velocemente che sembra voler essere in due posti contemporaneamente. È la sua idea di «lancio sonoro»: il suono non scorre, è lanciato contro le pareti. La densità è la massa. Il titolo si riferisce alla densità fisica del platino. Per lui, la musica deve avere lo stesso peso specifico della materia. Anche in un solo strumento, egli cerca la pressione. Se il flautista è «asmatico», la densità crolla e il pezzo diventa aria fritta. Se invece il suono è teso e metallico, allora sento la massa che ruota. L’addio al pettegolezzo. Non c’è sviluppo, non c’è «tema e variazione». C’è solo l’esplorazione del limite fisico dello strumento. È un’architettura di solitudine, dove la melodia è distrutta dalla forza dell’urto tra le note. Varèse non ha tradito i suoi princìpi; ha solo dimostrato che può piegare anche un flauto alle leggi della fisica industriale.
16 April 2026
15 April 2026
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È un dato di fatto: in nessun altro anno della mia vita, ho raggiunto un numero così alto di pubblicazioni. Nel 2022, ho pubblicato 53 singo...
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Zappa era un visionario intrappolato in una tecnologia che arrancava dietro la sua immaginazione. Per caricare pochi secondi di campionament...
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1. Il ritardo è definito come la suddivisione di un segnale in componenti separate, una delle quali è ritardata e quindi ...