11 September 2026

L’armagnac è – a buon diritto – la più antica acquavite di Francia. La sua prima menzione a stampa è del 1531 ma il manoscritto da cui deriva il libro, custodito nella Biblioteca apostolica vaticana, è del 1310, ad opera di Vital du Four, abate del monastero di Eauze, nel cuore della contea di Armagnac, che ne elencava quaranta virtù «medicinali». Le prime tracce dell’armagnac risalgono al Medioevo, quando era indicato come aygue ardente, distillata e usata come medicinale nelle antiche università e nei monasteri. La produzione per uso voluttuario inizia attorno alla metà del Quattrocento e circa mezzo secolo più tardi, se ne sviluppa il commercio in botte. Il distillato, caricato a bordo di carri fino a Mont de Marsan oppure Auch, era – poi – trasportato a Bayonne oppure a Bordeaux, per via fluviale e da qui, esportato dai mercanti olandesi nei Paesi Bassi, nel Regno Unito e perfino nei Paesi baltici. La diffusione dell’armagnac è, quindi, anteriore di almeno un secolo a quella del cognac, il cui commercio, tuttavia, poté svilupparsi maggiormente, grazie alla vicinanza e alle più facili comunicazioni fluviali con La Rochelle, importante porto ed emporio commerciale della Francia sudoccidentale. La regione dell’Armagnac è, infatti, più interna e non ha fiumi navigabili con imbarcazioni importanti, a differenza della Charente.

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