Il pianoforte digitale è uno strumento a tastiera integralmente elettronico, mirato a riprodurre le sonorità e il tocco del pianoforte acustico. L’uscita Midi offre la possibilità di connessione ad altri strumenti elettronici e a personal computer.
Il pianoforte elettrico è uno strumento a tastiera amplificato elettricamente per mezzo di pick-up, molto in voga negli anni sessanta e settanta.
La tastiera elettronica è uno strumento musicale elettronico in grado di emettere diversi tipi di suoni attraverso un sintetizzatore comandato da tasti analoghi a quelli del pianoforte. La maggior parte dei modelli necessita di essere collegata a cuffie o impianti di amplificazione esterni.
A partire dalla fine degli anni ottanta, i sintetizzatori sono quasi sempre dotati di connessioni Midi, uno standard la cui funzione è quella di far scambiare messaggi tra strumenti diversi: con esso si può, per esempio, suonare un sintetizzatore tramite i tasti di un’altra tastiera, se i due strumenti sono opportunamente collegati.
L’uso del termine pianola per riferirsi a questi strumenti è improprio: la pianola è infatti un pianoforte meccanico, diffuso nel primo Novecento e che non ha nulla a che fare con le tastiere elettroniche.
Il campionatore è uno strumento musicale elettronico che è in grado di acquisire suoni in formato digitale.
Una forma primitiva di strumento musicale basato su campioni di suono fu il Mellotron (successivamente ribattezzato Novatron), prodotto nel Regno Unito a partire dal 1963: era uno strumento a tastiera che recava sotto ogni tasto uno spezzone di nastro dove era stata pre-registrata la nota dello strumento. Il Mellotron, tuttavia, non può essere definito un campionatore, in quanto si limitava a riprodurre suoni registrati a parte.
Il primo vero campionatore fu il Cmi della ditta australiana Fairlight, sviluppato nei primi anni ottanta.
Il sintetizzatore è uno strumento musicale elettronico che appartiene alla famiglia degli elettrofoni. È un apparato in grado di generare segnali elettrici, sotto il controllo di un operatore o di un segnale a bassa frequenza automatizzato. Si tratta di uno strumento che può generare imitazioni di strumenti musicali reali o creare suoni ed effetti non esistenti in natura. Attualmente, troviamo anche sintetizzatori virtuali (Vst, Au, Rtas), che assolvono a questo compito interamente a livello software e che si appoggiano a schede sonore interne o esterne, collegate a un personal computer. Un organo elettronico è uno strumento a tastiera derivato da strumenti precedenti come l’armonium, l’organo a canne e l’organo da teatro. Tale strumento fu originariamente progettato per imitare l’organo a canne, l’organo da teatro, le sonorità delle big band e delle orchestre. Con il tempo, l’organo elettronico si sviluppò in tre distinte direzioni: i) organi elettromeccanici in stile Hammond, molto utilizzati nei generi di musica jazz, gospel, pop e rock, ii) organi elettronici ad uso domestico, come gli organi combo, gli organi da casa o, più avanti, gli organi digitali; iii) organi elettronici da chiesa, che imitano i classici suoni dell’organo a canne e sono usati principalmente nelle funzioni religiose e nelle chiese.
Il pianoforte elettrico è uno strumento a tastiera amplificato elettricamente per mezzo di pick-up, molto in voga negli anni sessanta e settanta.
La tastiera elettronica è uno strumento musicale elettronico in grado di emettere diversi tipi di suoni attraverso un sintetizzatore comandato da tasti analoghi a quelli del pianoforte. La maggior parte dei modelli necessita di essere collegata a cuffie o impianti di amplificazione esterni.
A partire dalla fine degli anni ottanta, i sintetizzatori sono quasi sempre dotati di connessioni Midi, uno standard la cui funzione è quella di far scambiare messaggi tra strumenti diversi: con esso si può, per esempio, suonare un sintetizzatore tramite i tasti di un’altra tastiera, se i due strumenti sono opportunamente collegati.
L’uso del termine pianola per riferirsi a questi strumenti è improprio: la pianola è infatti un pianoforte meccanico, diffuso nel primo Novecento e che non ha nulla a che fare con le tastiere elettroniche.
Il campionatore è uno strumento musicale elettronico che è in grado di acquisire suoni in formato digitale.
Una forma primitiva di strumento musicale basato su campioni di suono fu il Mellotron (successivamente ribattezzato Novatron), prodotto nel Regno Unito a partire dal 1963: era uno strumento a tastiera che recava sotto ogni tasto uno spezzone di nastro dove era stata pre-registrata la nota dello strumento. Il Mellotron, tuttavia, non può essere definito un campionatore, in quanto si limitava a riprodurre suoni registrati a parte.
Il primo vero campionatore fu il Cmi della ditta australiana Fairlight, sviluppato nei primi anni ottanta.
Il sintetizzatore è uno strumento musicale elettronico che appartiene alla famiglia degli elettrofoni. È un apparato in grado di generare segnali elettrici, sotto il controllo di un operatore o di un segnale a bassa frequenza automatizzato. Si tratta di uno strumento che può generare imitazioni di strumenti musicali reali o creare suoni ed effetti non esistenti in natura. Attualmente, troviamo anche sintetizzatori virtuali (Vst, Au, Rtas), che assolvono a questo compito interamente a livello software e che si appoggiano a schede sonore interne o esterne, collegate a un personal computer. Un organo elettronico è uno strumento a tastiera derivato da strumenti precedenti come l’armonium, l’organo a canne e l’organo da teatro. Tale strumento fu originariamente progettato per imitare l’organo a canne, l’organo da teatro, le sonorità delle big band e delle orchestre. Con il tempo, l’organo elettronico si sviluppò in tre distinte direzioni: i) organi elettromeccanici in stile Hammond, molto utilizzati nei generi di musica jazz, gospel, pop e rock, ii) organi elettronici ad uso domestico, come gli organi combo, gli organi da casa o, più avanti, gli organi digitali; iii) organi elettronici da chiesa, che imitano i classici suoni dell’organo a canne e sono usati principalmente nelle funzioni religiose e nelle chiese.
No comments:
Post a Comment