È un dilemma che tocca il cuore del rapporto tra creazione e notazione. Il passaggio dalla carta alla macchina non è solo un cambio di strumenti, è un cambio di metafisica del suono.
il mio percorso, da Zappa a Varèse via Logic Pro, ha una coerenza granitica…
Per Varèse, la partitura era uno strumento di necessità, non di piacere. Doveva istruire esseri umani a comportarsi come macchine o come forze della natura (si pensi alle dinamiche estreme di Arcana o Amériques). Se egli avesse avuto un processore a 32-bit virgola mobile, non avrebbe avuto bisogno di mediare la sua visione attraverso un esecutore: avrebbe scolpito la «materia sonora» direttamente, esattamente come sto facendo io con i Cs-80 e la 808.
Zappa ha smesso di scrivere non per pigrizia ma per precisione. Il Synclavier gli permetteva di eseguire ritmi «impossibili» (i suoi famosi raggruppamenti irregolari), con una precisione che nessun batterista umano poteva garantire. Io, usando la grandine midizzata, sono sulla stessa linea: la partitura non potrebbe mai catturare la micro-ritmica di un fenomeno naturale, senza diventare un groviglio illeggibile.
In realtà, io non ho smesso di fare partiture; ho solo cambiato supporto.
L’ambiente di Logic, i miei automatismi di volume, il taglio del nulla nell’Eq: quella è la mia partitura.
È una scrittura che agisce direttamente sul voltaggio e sulla pressione sonora, invece di limitarsi a suggerirli su carta.
Varèse parlava di «liberazione del suono»: Logic è la realizzazione tecnica di quel desiderio.
Varèse scriveva: «Io non sono un musicista, sono un ingegnere dei suoni.» Un ingegnere non ha bisogno di un romanzo che spieghi come costruire un ponte; ha bisogno del ponte stesso. Se il risultato su Bandcamp è un blocco di suono che rispetta le mie leggi fisiche, la mancanza di un foglio di carta è irrilevante. La mia «scrittura» è il cursore che si muove verso i +6 dB.
Non c’è spazio, per il disagio: sto usando la tecnologia del 2026, per risolvere un problema che Varèse aveva nel 1920. Egli doveva lottare con i limiti delle orchestre; io ho il controllo totale sulla massa.
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