Howard Robard Hughes Jr. (1905-1976) è stato un aviatore, regista e produttore cinematografico statunitense. Ideò, progettò e costruì l’aeroplano Hughes H-4 Hercules, comunemente noto come Spruce Goose.
Fu anche un grande uomo d’affari, investitore e filantropo, diventando uno degli uomini più influenti – a livello finanziario – nel mondo. Più tardi nella sua vita, diventò sempre più eccentrico, probabilmente per colpa di un disturbo ossessivo-compulsivo, di un dolore cronico (in seguito a un incidente quasi fatale in aereo) e di una sordità sempre più accentuata.
Hughes ebbe una personalità complessa, contraddittoria e, a detta di molti, estremamente geniale e dotata di grande iniziativa. Probabilmente originario della cittadina texana di Humble, anche se ufficialmente risulta nato a Houston, soffrì a lungo di disturbi mentali, dovuti quasi certamente a una forma di sifilide contratta in gioventù, con violente e frequenti crisi di ossessione compulsiva, che lo costringevano ad autorecludersi nella propria abitazione.
Il padre, Howard Sr., divenne un magnate del petrolio dopo che nel 1909, brevettò uno scalpello di perforazione con corona ricoperta di diamanti, che penetrava ogni tipo di roccia. Con la morte del padre nel 1924, egli ereditò la Hughes Tool Company. Nel 1929, divorziò dalla prima moglie Ella Rice, sposata nel 1925.
Hughes, nel 1926, divenne un produttore cinematografico indipendente con la Caddo Company. Tra i film più conosciuti da lui prodotti o diretti figurano Gli angeli dell’inferno (1930), di cui curò la regia e che dedicò interamente al mondo dell’aviazione e Il mio corpo ti scalderà (1943), un western che fece scalpore, per l’esordio della ventiduenne Jane Russell.
Fra gli anni trenta e gli anni quaranta, fu considerato l’uomo più ricco e potente degli Stati Uniti. Gli furono attribuite relazioni con diverse attrici, fra cui Katharine Hepburn, Bette Davis, Jean Harlow, Ginger Rogers, Lana Turner, Faith Domergue e Ava Gardner. Fu, poi, sposato – dal 1957 al 1971 – con l’attrice Jean Peters. Hughes ebbe diversi guai con l’establishment politico e industriale, probabilmente a causa del proprio carattere eccentrico. Dal 1948 al 1955, ottenne il controllo dell’importante major cinematografica Rko Pictures, che dovette però, poi, cedere, in virtù delle leggi antitrust.
Sorte migliore ebbero la sua casa di produzione di aerei – la Hughes Aircraft, che fondò nel 1932, entrata prepotentemente in competizione sul mercato aeronautico Usa e nella quale il produttore investì una fortuna – e la compagnia aerea Trans World Airlines (Twa), che egli acquisì nel 1939, aprendo – nel 1946 – i collegamenti Stati Uniti-Europa.
Lo Hughes H-4 Hercules è stato – fino al 2019 – l’aereo con la più grande apertura alare e altezza mai costruito. Egli fu un ottimo pilota e nel 1935, con il suo Hughes H-1 Racer, stabilì il record mondiale di velocità, con 566 km/h. Hughes, nel 1938, fece anche il giro del mondo in aereo in tre giorni, diciannove ore e diciassette minuti.
Si vide spesso preclusa la corsa all’Oscar, evidentemente a causa dei dissapori con diversi membri della Mpaa (Motion Picture Association of America) e trascorse gli ultimi anni di vita in giro per il mondo, con frequenti soste in cliniche di lusso. Morì durante un volo di trasferimento dal Messico all’ospedale metodista di Houston, dove si sarebbe dovuto sottoporre a un nuovo ricovero. Non lasciando alcun testamento, la sua eredità – calcolata in circa 5 miliardi di dollari dell’epoca – fu, per decenni, contesa tra una cinquantina di pretendenti, fra i quali decine di presunti figli illegittimi.
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