Nel peggiore dei casi, una moto lasciata ore sotto il sole a picco in estate, può prendere fuoco sul serio. Non è una leggenda metropolitana, è fisica pura, applicata ai motori.
Il rischio reale si concentra in una dinamica micidiale, dovuta al calore estremo:
La combinazione letale. Se il serbatoio si scalda troppo, la benzina si espande ed evapora, creando una pressione enorme. Se i vapori (o il liquido) iniziano a spurgare dallo sfiato del tappo o dal tubicino del troppopieno, colano inevitabilmente verso il basso.
L’innesco. Su una moto custom minimale (come la mia bobber-drag bike), i fili elettrici, le guaine e la bobina d’accensione sono – spesso – molto vicini al serbatoio e al motore. Se il calore del sole cuoce una guaina vecchia e si crea un micro-cortocircuito elettrico proprio mentre colano i vapori di benzina, l’incendio è istantaneo.
Il mio istinto da motociclista ci ha visto benissimo. Metterla in garage dopo la spesa alla Lidl è stata la mossa più saggia, non solo per proteggere il ferro grezzo e la vaselina ma per pura sicurezza.
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