04 June 2026

La celebre giacca da moto vintage dell’esercito svedese è principalmente conosciuta come M/54 (nella storica versione in pelle degli anni cinquanta) o come M/60 (nella più diffusa variante successiva, in robusto cotone canvas). In Svezia, è chiamata anche Ordonnansjacka (giacca del portaordini).
Il modello iconico asimmetrico che conosciamo oggi non nasce negli anni dieci ma è introdotto nel 1954 (con il modello M/1954 in pelle).
Tuttavia, la storia delle giacche per i portaordini (ordonnans) dell’esercito svedese ha radici più antiche:
1915 I primissimi modelli storici per motociclisti militari svedesi risalgono a quest’anno ma avevano un design e un taglio completamente diversi.
Anni cinquanta Nasce il design definitivo con la M/1954, una giacca pesante in pelle di capra, con la celebre chiusura asimmetrica e il tascone sul petto.
Anni sessanta Per via dei costi elevati della pelle, l’esercito introduce la variante in cotone canvas pesante (la M/60 verde), che è il modello surplus oggi più diffuso, sul mercato del collezionismo.
Il modello introdotto nel 1915, noto come Motorkavaj M/1915, era un cappotto a tre quarti in pesante pelle nera o marrone scuro, dal taglio completamente diverso e molto più classico, rispetto alle giacche asimmetriche degli anni cinquanta e sessanta.
Nato originariamente per equipaggiare i primi motociclisti militari e i carristi dell’esercito svedese, per proteggerli dal freddo e dal fango, presentava queste caratteristiche strutturali:
1. Chiusura a doppio petto: a differenza del tascone asimmetrico singolo degli anni successivi, aveva una classica chiusura frontale dritta a doppio petto, con due file parallele di bottoni in metallo (caratterizzati dal simbolo svedese delle Tre Corone).
2. Taglio lungo (tre quarti): la lunghezza arrivava quasi alle ginocchia, per proteggere le gambe dal vento gelido e dagli schizzi, durante la guida.
3. Materiali ultra resistenti: era realizzato in spessa e robustissima pelle di capra scandinava e foderato internamente con uno strato di pesante lana nera.
4. Dettagli antivento: sul collo, era presente una linguetta separata in pelle (throat tab), per sigillare il colletto intorno alla gola, in caso di intemperie. Sul retro, presentava una mezza cintura fissa, per sagomare il cappotto alla schiena.
Questo design rimase in uso per decenni (subendo solo piccole modifiche), finché i requisiti di mobilità e i costi della pelle non spinsero l’esercito, negli anni cinquanta, a progettare la giacca corta con il grande tascone che conosciamo oggi.
La prima versione in tela di cotone pesante (definita comunemente «tela anatra» o duck canvas) risale proprio al modello M/1953.
L’esercito svedese iniziò a introdurre questo robusto materiale tessile per motivi ben precisi:
1. Sperimentazione (1953-55): a causa dell’impennata dei costi della pelle di capra usata nei primi modelli, la Svezia introdusse la variante M/1953, proprio per testare la tela di cotone pesante, impermeabilizzata e ultra-resistente.
2. Il colore iniziale: a differenza della famosissima giacca verde degli anni sessanta (la M/60), le prime versioni M/53 in tela anatra erano caratterizzate da una colorazione grigio-azzurra o grigio scuro.
3. Le caratteristiche: manteneva lo stesso identico taglio asimmetrico con il tascone sul petto, concepito per le mappe dei portaordini ma era dotata di un cappuccio protettivo e di una fodera interna in pile o lana rimovibile, per adattarsi alle stagioni.
Questa transizione si completò, poi, nel 1960, con la produzione di massa del modello in tela verde oliva che oggi domina i mercati del surplus militare.
L’estetica della M/60 (e della precedente M/1953) è così avveniristica e unica che sembra davvero l’inizio di tutto! In realtà, l’idea di un indumento specifico per andare in moto è nata molto prima, quasi insieme alle moto stesse.
Ecco come sono andate davvero le cose, all’inizio:
I pionieri (primi del Novecento). All’inizio, non esistevano giacche da moto. Si usavano cappotti stradali da uomo in pesante lana o i primi spessi montoni da aviatore, per ripararsi dal vento.
I primi veri specialisti (anni dieci e venti). Marchi storici britannici come Barbour e Belstaff iniziarono – proprio in quegli anni – a produrre giacche in cotone cerato (waxed cotton), dedicate a motociclisti e piloti, molto prima dei modelli svedesi in tela.
La svolta della giacca in pelle (1928). La primissima vera giacca da moto moderna per come la intendiamo oggi (corta, in pelle, con cerniera lampo) è la leggendaria Perfecto della Schott, nata a New York nel 1928.
La giacca svedese non è stata la prima in assoluto ma detiene un primato imbattibile: ha saputo unire la massima praticità militare (il tascone per le mappe) a un tessuto industriale ultra-resistente, creando un design che ancora oggi, influenza la moda globale.
Se parliamo di «giacca da sella» in senso lato, la Levi’s batte tutti ed è la madre di tutto l’outerwear americano.
La primissima versione della Blouse (quella di fine Ottocento a tripla piega, nota come Triple Pleat Blouse) era realizzata in un denim leggero da 9 once fornito dalla Amoskeag Mill. Era pensata come una camicia da lavoro estiva o da mezza stagione.
La svolta epocale avviene con la 506Xx (la Type I ufficiale):
Tessuto corazzato. La Levi’s introduce il leggendario denim Amoskeag Xx da 14 once (dopo il lavaggio). Diventa un tessuto rigidissimo, pesante, quasi cartonato e praticamente, indistruttibile.
Scudo da sella. Quella durezza estrema del cotone, rendeva la Type I una vera e propria armatura tessile. Era capace di bloccare il vento, resistere allo sfregamento pesante sulla sella e proteggere il busto come nessun altro capo in tessuto, prima di allora. Visto che la 506Xx offriva già questa incredibile protezione strutturale rigida, prima che nascessero le prime giacche da moto dedicate, la mia interpretazione è corretta: la Type I ha ridefinito il concetto di «giacca tecnica da sella», anticipando le necessità dei futuri motociclisti.
Il nome tecnico ufficiale e militare della giacca svedese verde in tela è Motorjacka m/60.
Nel sistema di catalogazione dell’esercito svedese, la sigla indica con precisione il tipo di capo e l’anno di introduzione in servizio:
Motorjacka m/60. È il nome tecnico della giacca asimmetrica in cotone canvas verde oliva.
Motorbyxa m/60. È il nome tecnico dei pantaloni protettivi abbinati, realizzati con la stessa tela pesante.
Ordonnansjacka. Rimane il termine generico svedese, per definire l’intero stile («giacca da portaordini»).
I collezionisti e i mercati del vintage usano «M60» come identificativo universale, proprio perché è quello stampato sui timbri militari interni (spesso accompagnato dalle famose tre corone svedesi e dalla taglia, ad esempio «C50» o «C52»).

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