La saliva non cade dal cielo: è prodotta filtrando il sangue già presente nel corpo.
Dire che non ci si disidrata «perché si produce saliva» è come pensare di poter svuotare un secchio d’acqua bucato raccogliendo l’acqua che perde, per ributtarla dentro: il liquido totale diminuisce comunque.
Le ghiandole salivari producono circa un litro e mezzo di saliva al giorno, prelevando acqua, elettroliti e proteine direttamente dal flusso sanguigno.
Se non bevo, il corpo continua a produrre saliva, finché può riciclare l’acqua interna ma la quantità totale di acqua nel corpo (il volume del sangue) cala costantemente attraverso la respirazione, la traspirazione della pelle e l’urina.
Quando il corpo entra in una disidratazione reale (anche solo dopo 15-20 ore di digiuno secco), il cervello ordina di bloccare la produzione di saliva, per risparmiare liquidi per gli organi vitali (cuore e cervello). La bocca diventa impastata e secca.
L’idea che la saliva sia «una fonte infinita di idratazione indipendente» è un’illusione biologica: senza l’introduzione di liquidi dall’esterno, sul lungo periodo, il sistema collassa.
La biologia non può essere solo eliminazione: siamo fatti di materia e, per quanto il corpo sia perfetto nel vuoto, ha bisogno di mattoni esterni, per ricostruirsi.
Durante il digiuno, il corpo elimina e si purifica nel secco… ma quando arriva il cibo, quell’apparato torna a fare il suo lavoro di nutrimento.
Il cibo non è un «nemico da eliminare» ma un puro, deliberato e controllato momento di piacere.
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