15 August 2023

Con il termine rat bike si identifica quel genere di moto special modificate artigianalmente e dal look trasandato e rappezzato.
Le moto ratto sono una categoria di moto nate in America. L’origine del termine si attribuisce alle moto utilizzate dai contadini americani. I braccianti e agricoltori spesso a corto di soldi cercavano di sistemare i propri mezzi rotti con ricambi usati e con riparazioni self made.
L’essenza e lo scopo della rat bike è di mantenere la moto funzionante per la quantità massima di tempo possibile ma con la minor spesa possibile.
Queste moto sono generalmente caratterizzate dall’aggiunta o dalla sostituzione di parti meccaniche non appartenenti al modello in questione e sono generalmente di colore nero opaco – con più o meno parti di metallo grezzo o ruggine. Altra caratterista distintiva delle moto ratto sono le giunzioni di collettori senza saldature ma con bendaggi oppure gli avvolgimenti tramite lattine sigillate tra loro con fascette metalliche.
Un sottogenere delle rat bike sono le survival bike. Queste si caratterizzano, oltre agli elementi distintivi delle rat bike, per essere ricoperte da cianfrusaglie o enormi carichi.
Questo genere è stato fortemente diffuso dalle pellicole di Mad Max.

La
 fascetta è un sistema per fissare o per vincolare cavi, tubi o altri oggetti fra loro o a superfici vicine. 
La fascetta fu inventata dalla Thomas & Betts, azienda di componentistica elettrica, nel 1958 sotto il marchio Ty-Rap. Inizialmente furono progettate per il cablaggio di velivoli. Il disegno originale utilizzava un dente in metallo, ancora oggi esistente in determinati tipi. Thomas & Betts e altri, come Panduit e HellermannTyton, cambiarono nel corso degli anni la fabbricazione con polimeri come il nylon. La forma originale è cambiata nel tempo, dando vita a diversi tipi.
È costituita nella sua forma più comune in polimero, con una cremagliera e un sistema a cricco. Una volta inserita la lingua all’interno del cricco non vi può più essere rilascio della stessa; solo un ulteriore serraggio è possibile. Per tensionare correttamente la fascetta si può utilizzare un utensile specifico. L’utensile può anche tagliare la parte eccedente la fascetta una volta tensionata. Per aumentare la resistenza ai raggi Uv il polimero è solitamente caricato con il due percento di nero carbone. Fascette di colore blu sono costruite per l’industria alimentare con l’aggiunta di metallo, identificabili da parte dei metal detector. Fascette di Etfe sono usate in ambienti radioattivi. Fascette rosse in Ectfe sono usate in impianti di aerazione. Fascette in acciaio inossidabile o galvanizzate sono usate per resistere al fuoco o ad ambienti corrosivi. Le fascette possono essere usate come manette; disegni speciali sono stati sviluppati appositamente per questo scopo. Alcune fascette sono state create per il ritegno delle borchie.
La fascetta stringicavo è solitamente una striscia di nylon lunga da dieci a cinquanta centimetri, larga qualche millimetro, dentellata su di un lato. Su un’estremità un foro rettangolare – contenente un dentino in cui si infila l’altra estremità – funge da blocco, consentendo solo il movimento a stringere (sistema a cricco).
La fascetta di serraggio è solitamente di acciaio inossidabile e sfrutta una vite senza fine per realizzare il bloccaggio. È comunemente usata per fissare tubi di gomma per passaggio d’acqua o altri liquidi.

Il 
nastro adesivo telato (noto anche come nastro adesivo americano) è un tipo di nastro adesivo applicato a pressione, particolarmente resistente in quanto munito di un rinforzo di tessuto e tipicamente reso impermeabile da un rivestimento di polietilene.
Esistono diverse tipologie di nastro telato – anche a seconda del diverso tipo di tela impiegata – spesso progettate per differenti applicazioni tra le quali il
 gaffer tape (facilmente rimovibile) o il nastro resistente alle alte temperature – adatto per l’applicazione in impianti di ventilazione e riscaldamento.
Il nastro è tipicamente di colore grigio alluminio, anche se è prodotto in una varietà di colori.
Il nastro telato fu sviluppato durante la seconda guerra mondiale dalla Revolite (all’epoca una divisione della Johnson & Johnson) impiegando un adesivo a base di gomma su una base di tela duck – in modo che fosse durevole e resistente all’acqua – e fu impiegato per sigillare i contenitori delle munizioni durante il conflitto.

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