12 August 2023

Nella tradizione europea, è detto casual il modo di vestire che enfatizza il comfort e l’espressività personale, rispetto alla presentabilità e all’uniformità. Include una varietà molto ampia di capi d’abbigliamento, tanto che risulta più semplice definire cosa non sia casual piuttosto che definire cosa lo sia.
I seguenti non sono considerati capi casual:
i) abiti da cerimonia e uniformi militari;
ii) abbigliamento formale come frac e smoking;
iii) abiti completi;
iv) qualsiasi elemento rigido o molto tradizionale.
jeans e le t-shirt sono state descritte come l’uniforme casual. Dalla fine del Xx secolo, il casual è stato influenzato dall’abbigliamento sportivo. Anche capi consumati dal lavoro manuale ricadono nel casual.
Anche se la praticità nel vestire è il primo elemento che viene in mente pensando all’abbigliamento casual, vi è anche un vasto assortimento di altre caratteristiche quali la teatralità e la scelta di un look sgargiante. Ne è un esempio la moda punk. Madonna introdusse (negli anni ottanta) pelle, gioielli e cosmetici nel casual. Più recentemente, la moda hip hop ha introdotto ed elaborato gioielli e materiali lussuosi, abbinati a capi sportivi e da manovale.
Il casual è il codice di abbigliamento in cui nuove forme di espressione di genere sono introdotte, prima di essere accettate in situazioni semi-casual o semi-formali. Un esempio sono i gioielli maschili, in precedenza considerati eccentrici o futili e ora utilizzati in situazioni semi-formali. Amelia Bloomer introdusse pantaloni per donne come alternativa casual alle gonne formali. In epoca moderna, alcuni uomini di tradizione europea hanno adottato la gonna come alternativa casual ai pantaloni. Entrambe queste innovazioni hanno causato grande imbarazzo, nei circoli formali.
L’esposizione della pelle è più pronunciata nell’abbigliamento casual. Per le donne, nel corso del Xx secolo, è aumentata anche per l’abbigliamento formale e semi-formale. Per gli uomini, l’esposizione di spalle e cosce è limitata all’abbigliamento casual. La nudità integrale è ancora considerata tabù, ovvero sconveniente, anche negli ambienti casual (fatta eccezione per alcuni club e spiagge).

Da «Raro diamante» a «Pattume inascoltabile» è un attimo. Quando sei
un escremento, i cui giudizi valgono meno di zero e cambiano a seconda della Luna, certe cose sono inevitabili.
Ogni riferimento all’errore vivente (*1994) è puramente casuale.

Ogni tanto, il cristiano immaginario si diletta nella squallida pratica di escludere la voce da alcuni brani famosi, per poi pubblicarli – nella versione menomata che ne risulta – come parte audio dei suoi tragicomici video.
Successivamente, egli si mette a scrivere parole vuote come, «Bellissimo brano» oppure, «Semplicemente sublime» oppure, «Capolavoro» eccetera ma senza mai scrivere una sola parola che dimostri una qualche forma – anche remota – di competenza musicale.
Come se non bastasse, egli è pronto in qualsiasi momento a trasformare le sue
vuote parole elogiative in vuote parole denigratorie, senza alcuna logica o coerenza e per ragioni totalmente estranee all’aspetto musicale. 
Se egli non fosse il perfetto imbecille che è, si limiterebbe a dire, «Questo brano mi piace» oppure, «Questo brano non mi piace» eccetera ma essendo anche uno
stronzetto presuntuoso, preferisce sentenziare: «Tizio è il miglior compositore vivente», «Caio è il più grande chitarrista vivente» eccetera, dal basso della sua totale, disperata incompetenza musicale e – soprattutto – dal basso della sua palese impotenza creativa. 
Anche le pulci hanno la tosse.

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