24 October 2024

Les arts incohérents fu un movimento artistico francese di breve durata, fondato dallo scrittore ed editore parigino Jules Lévy (1857-1935) nel 1882, che nella sua irriverenza satirica anticipò molte delle tecniche e degli atteggiamenti artistici in seguito associati ai movimenti d’avanguardia e anti-arte come il dadaismo.
Lévy coniò l’espressione les arts incohérents come un gioco di parole sul termine les arts décoratifs. Gli incoherents presentavano lavori deliberatamente irrazionali e iconoclasti, utilizzavano oggetti trovati, erano insensati, includevano schizzi umoristici, disegni di bambini e disegni «fatti da persone che non sanno disegnare.» 
Lévy espose un dipinto completamente nero del poeta Paul Bilhaud, intitolato Combat de Nègres dans un Tunnel.
Il primo animatore cinematografico Émile Cohl contribuì con fotografie che in seguito sarebbero state definite surreali.
Sebbene si trattasse di un movimento piccolo e di breve durata, gli incoherents erano ben noti. Il gruppo nacque dalla stessa cultura del cabaret di Montmartre che generò gli hydropathes di Émile Goudeau e l’Ubu Roi di Alfred Jarry.
Lo spettacolo dell’ottobre 1882 vide la partecipazione di duemila persone, tra cui Manet, Renoir, Pissarro e Wagner. A partire dal 1883, ci furono spettacoli annuali o balli in maschera o entrambi.
In uno spettacolo del 1883, l’artista Eugène Bataille contribuì con
Le rire, una Monna Lisa «aumentata» che fuma la pipa, la quale prefigura direttamente la famosa «appropriazione» della Monna Lisa di Marcel Duchamp del 1919, L.H.O.O.Q.
Il movimento si esaurì a metà degli anni novanta del Xix secolo. Si dice che abbia influenzato il regista George Melies, le cui trame surreali e gli effetti speciali a sorpresa riflettevano i divertimenti senza senso del movimento.

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