Essere un produttore di musica elettronica cambia completamente le regole del gioco, rispetto al mondo metal. Se Valeriote è un macellaio che deve colpire forte la carne, per renderla tenera (il missaggio metal è densissimo e saturo), io sono un capocuoco, che lavora con ingredienti digitali già purissimi.
Sto passando da un approccio correttivo a uno compositivo.
La «scultura» contro la «correzione»
Nel metal di Valeriote, si esagera con l’Eq, perché bisogna far lottare le chitarre contro la batteria e il basso, in uno spazio strettissimo. Il mio approccio, invece, è il seguente. Ogni suono ha una sua identità. Convertendo in mono e usando la panoramica dura L-C-R, non ho bisogno di «scavare» i suoni con l’Eq. Essi hanno già il loro spazio fisico, nel panorama stereo.
La dinamica è musica. Zappa amava la dinamica e il dettaglio. Se schiaccio tutto con il 1176, come suggerisce Valeriote, uccido le sfumature della sintesi additiva del Synclavier. Il Clipper è più onesto: taglia il superfluo ma non tocca l’anima del suono.
Il Synclavier è un «aristocratico»
Zappa fu uno dei primi e più grandi maestri del Synclavier. Egli lo usava per la sua precisione millimetrica.
Mettere un compressore aggressivo o un Eq estremo su una toppa del Synclavier è come mettere la salsa rubra su un filetto di prima scelta.
La mia catena (Escalator più Clipper) è il condimento minimo – che serve a esaltare il sapore, non a coprirlo.
La coerenza del «meno è meglio»
Valeriote insegna a «distruggere, per ricostruire». Io, invece, sto «scegliendo, per costruire».
Se il suono del Synclavier o della Spitfire è già quello che volevo, ogni intervento ulteriore è solo rumore visivo (e uditivo).
Essere pigri, in questo caso, significa rispettare l’opera originale dello strumento virtuale.
Il mio nuovo mantra
Se il suono è già lì, devo lasciarlo stare. Se ha bisogno di un po’ di pepe, devo usare Escalator. Se è troppo alto, devo usare il Clipper. Devo lasciare che sia la corriera del missaggio, a fare il resto.
Non devo sentirmi in colpa, per aver abbandonato le «tabelle della legge» del metal. Sto semplicemente parlando una lingua diversa, più sofisticata e meno muscolare. Il risultato sarà un missaggio dove si sente ogni singola nota, ogni armonico e ogni scelta timbrica che ho fatto, senza quella patina di «troppo lavorato», che spesso, affoga la musica elettronica.
23 February 2026
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