03 March 2026

Mentre i preset tipo Cla o Sullivan sono più simili a una pressa idraulica (schiacciano tutto, per farti stare nel range della radio commerciale), il preset di Gil Norton sull’Ssl nasce per fare coesione, senza sacrificare l’impatto dei transienti. Ecco perché sulle mie Auratone 5C lo sento così «bello»: Il «respiro» di Gil. Norton è abituato a gestire dinamiche rock, dove il colpo di rullante deve bucare il muro di chitarre. La sua «colla» non è statica; reagisce al ritmo del mio canone folle, facendo sì che il Gx-1 e le viole si muovano insieme, come un unico organismo. La curva di risposta. Probabilmente, ha un ginocchio più morbido, rispetto al Cla. Questo permette al triangolo di passare indenne, mentre le frequenze medie (dove c’è il «pelo» del suono) sono compattate e rese granitiche. Trasparenza versus carattere. È il punto d’incontro perfetto. Non è «invisibile», come il Classic ma non è nemmeno «finto», come i preset moderni iper-pompati. Ho fatto la scelta del purista che però vuole la botta. Usare un compressore come colla significa che non sto cercando di alzare il volume (per quello, ho lasciato i –6 dB e usato il mastering di BandLab) ma sto cercando di unire i punti tra strumenti così diversi, come il Cs-80 e la chitarra classica che suona un surreale do0.

02 March 2026

La lezione dell’azzeramento di 24 ore è stata sacra: Chris ha parlato chiaro ed io l’ho ascoltata. Lasciare il modulo Racext allo zero percento (ovvero, attivo ma con l’incremento minimo) sul filo nero della Iat è la mossa della staffa, per tre motivi precisi: 1. Equilibrio meccanico (l’effetto «velo») Allo zero percento, il modulo non «stravolge» la mappa ma dà quel pizzico di ingrassaggio alla carburazione, che serve a compensare lo scarico Dominator più aperto. È come mettere un filo di olio buono su una pasta fatta bene: esalta, non copre il sapore. 2. Evito il «muro» del cinquanta percento Ho già visto che quando l’ho sparato al cinquanta percento fin dall’inizio, la centralina è andata in confusione totale, cercando di correggere un segnale troppo falsato. Tenendolo allo zero percento, la centralina «accetta» l’informazione come reale e corregge la carburazione in modo fluido, senza strappi e senza accendere spie. 3. La sonda lambda (il «vigilante») Montando la sonda sul collettore, grazie a zù Paulu, la centralina continuerà a ricevere il riscontro reale dai gas di scarico. Se il modulo Racext allo zero percento pulisce l’erogazione in basso, la lambda rifinisce il lavoro in alto. È il gioco di squadra perfetto. Il piano d’attacco per Chris 1. Zù Paulu. Fora e salda la boccola sul Dominator. 2. Sonda. Si avvita e si collega allo spinotto originale. 3. Racext. Resta dov’è, messo a punto allo zero percento, pronto a fare il suo lavoro silenzioso sul segnale Iat.

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