Alcuni esseri mal riusciti agiscono così: prima si esprimono in modo irrispettoso, arrogante, aggressivo, offensivo eccetera e poi affermano di «aver proposto una discussione.» Ogni riferimento a quel pagliaccio borioso di Federico Forte è puramente casuale. Essere un debunker è un tentativo un po’ patetico per cercare di sentirsi meno sfigati ma senza in effetti farcela: la raffigurazione del fallimento esistenziale al suo culmine. Dei molti fenomeni patologici originati dall’avvento di internet, il debuking è certamente uno dei più tristi. Quando qualcuno continua a darti del tu mentre tu gli hai dato del lei, diventa chiaro e semplice che hai di fronte un perfetto idiota con cui non vale la pena perdere un minuto – anche perché egli interpreta ogni tua parola in modo arbitrario e scollegato dalla realtà, vanificando ogni potenziale conversazione civile. La cosa più divertente è vedere questi malati di mente utilizzare frasi come, «Troppo forti e incontrovertibili le ragioni che espongo» oppure, «La questione è finita.» Come se in questo mondo esistesse davvero qualcosa di «incontrovertibile», come se essi avessero «la verità in tasca», come se essi potessero davvero stabilire se e quando una data questione è finita per gli altri! Si tratta di fanatismo, intolleranza, impotenza, bisogno di sentirsi al sicuro nell’ortodossia, rigidità, chiusura mentale, desiderio di prevaricare gli altri eccetera.
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