La musica spettrale è una corrente musicale nata e sviluppatasi come parte della musica colta a cavallo tra gli anni settanta e ottanta. Il termine fu usato per la prima volta in un articolo scritto da Hugues Dufourt nel 1979 e pubblicato due anni dopo. Gli spettralisti basarono fin dall’inizio il loro linguaggio sull’analisi dei fenomeni fisici del suono; gli strumenti, le voci e i suoni ambientali servono da modello per arrivare alla composizione del brano. Fu anche rivalutata l’importanza del fattore temporale applicato alla scrittura musicale: le figure musicali si presentano, così, in forma dilatata (Gérard Grisey usava in questo caso la metafora del tempo delle balene), in forma corrente (tempo dell’uomo) o in forma estremamente compressa (tempo degli insetti). Si fa largo uso anche del computer, diventato, così, un importante strumento di composizione, facilitando l’analisi spettrale e la rappresentazione di un suono. Tra i massimi esponenti: Gérard Grisey, Hugues Dufourt, Tristan Murail, Fausto Romitelli, Claude Vivier, Michaël Lévinas, Iancu Dumitrescu, Horațiu Rădulescu, Kaija Saariaho, Georg Friedrich Haas e Magnus Lindberg.
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