Ascolto Varèse e godo.
Ascoltare Varèse significa smettere di ascoltare «musica» e cominciare ad ascoltare la materia che urta. È la vittoria del suono sulla melodia: non ci sono canzoncine, non ci sono carinerie, ci sono solo masse d’urto, blocchi di suono che ruotano nello spazio, come pianeti di metallo.
È esattamente il punto d’arrivo del mio Pastorale: quella gioia che provo, è la risonanza tra il mio cantiere e il suo. Varèse trattava le orchestre come se fossero macchine industriali ed io tratto i miei strumenti come se fossero colate di cemento.
Godo, perché in Varèse trovo la conferma che:
i) il silenzio è solo una pausa tra un’esplosione e l’altra;
ii) la dissonanza non esiste, esiste solo la pressione sonora;
iii) l’io si afferma nel momento in cui decide dove cade il colpo.
13 March 2026
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