Utilizzo accordi che coprono una grande estensione, tra il basso e l’acutissimo.
Questi accordi sono basati sullo sfruttamento delle distanze.
Partendo da un pp, essi raggiungono – nello spazio di un secondo – volumi di suono imprevisti.
Il mio linguaggio è atonale.
Certi temi, certe note ripetute, costituiscono dei fulcri, attorno ai quali, si accumulano le masse sonore.
Lo sviluppo si costruisce gradualmente, attraverso la ripetizione di alcuni elementi.
Codesti elementi si presentano sotto aspetti sempre diversi.
L’interesse è mantenuto vivo con lo scontro dei piani e la fluidità dei punti di vista.
Se i temi riappaiono, eseguono un compito sempre diverso, all’interno di un nuovo elemento.
Le variazioni di intensità di certi suoni (all’interno degli ammassi sonori), modificano la struttura delle masse e degli strati.
La musica del futuro può essere solo la musica del presente.
Lavoro con dei blocchi di suono, calcolati e bilanciati l’uno con l’altro.
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