Ecuatorial è una cantata profana per basso (o coro maschile) e ensemble, del compositore francese Edgard Varèse. Completata nel 1934, fu rivista nel 1961.
Ecuatorial nacque dalla fascinazione di Varèse per gli strumenti elettronici. Dopo la prima francese di Amériques nel 1929, in cui il compositore sostituì la sirena con un Onde Martenot, decise di dare maggiore risalto agli strumenti elettronici, nelle sue composizioni successive. Scritta tra il 1932 e il 1934, segnò la prima composizione di Varèse a presentare sia strumenti acustici sia strumenti elettronici. Il titolo deriva dalla regione in cui fiorì l’arte precolombiana, che lo affascinò sempre di più a partire dagli anni venti. Fu dedicata a Louise McCutcheon, sua moglie e fu eseguita per la prima volta il 15 aprile 1934 alla Town Hall di New York. La prima esecuzione fu affidata al basso Chase Baromeo e al direttore d’orchestra Nicolas Slonimsky. Il concerto fu patrocinato dalla Pan American Association of Composers, un’associazione fondata dallo stesso Varèse, finanziata in gran parte da Charles Ives, che eseguì in prima assoluta numerose opere di Varèse. Nel 1961, Edgard Varèse revisionò la composizione, apportando diverse modifiche all’orchestrazione, per facilitarne la pubblicazione. La versione riveduta fu pubblicata dalla Colfranc Music Publishing nel 1961 e, successivamente, dalla Casa Ricordi.
Questa cantata ha una durata complessiva di 11 minuti. È scritto per basso solista (o coro maschile, nella versione riveduta) e un ensemble atipico: quattro trombe, quattro tromboni, un pianoforte, un organo, due theremin (sostituiti con due Onde Martenot, nella versione riveduta) e una grande sezione di percussioni per sei percussionisti, composta da timpani, due rullanti, due tamburi tenore, tre grancasse, due tam-tam, un gong, piatti, un piatto sospeso, temple block e un tamburello.
La composizione era inizialmente scritta per due theremin speciali che Léon Theremin aveva progettato appositamente per questo brano. Tra le differenze, rispetto a un theremin normale, i due theremin utilizzati in Ecuatorial includevano una tastiera e avevano un’estensione estremamente acuta. Varèse era particolarmente interessato a questi theremin, perché avrebbero permesso glissandi e note sostenute a lungo. Per la versione riveduta del 1961, il compositore scelse due Onde Martenot, che erano diventati molto più popolari in Francia, negli anni quaranta ed erano, generalmente, più facili da suonare, per i tastieristi. Questi due strumenti avrebbero permesso al compositore di utilizzare note acute come il mi7, che è al di sopra dell’estensione dell’ottavino. L’altra modifica apportata per la prima pubblicazione di Ecuatorial nel 1961 fu la sostituzione facoltativa del basso con un coro maschile. Varèse dichiarò, a questo proposito, che il coro avrebbe dovuto essere composto da «soprattutto voci di basso, niente cantori di chiesa. A tutti i costi, evitare i taciturni e i calvinisti.»
Il testo utilizzato per il basso (o il coro maschile) è tradotto in spagnolo da Francisco Ximénez, dal libro originale maya Kʼicheʼ Popol Vuh. La traduzione è stata inclusa in Leyendas de Guatemala, di Miguel Ángel Asturias. Quando il libro fu a sua volta tradotto in francese nel 1932, Varèse ne ottenne una copia, da cui furono estratte le citazioni. Il compositore scelse di includere il testo nel suo spagnolo originale, poiché aveva una buona padronanza della lingua e preferiva la sua autenticità, alla traduzione francese. Secondo Varèse, il testo fa parte dell’invocazione della tribù perduta tra le montagne, dopo aver lasciato la Città dell’Abbondanza. Per questo motivo, Varèse specifica che una tipica esecuzione «dovrebbe essere drammatica e incantatoria, guidata dal fervore implorante del testo e dovrebbe seguire le indicazioni dinamiche della partitura.» Varèse sottolinea anche l’importanza della «primitiva rozzezza», nell’esecuzione di Ecuatorial. Varèse esplora la contraddizione – o meglio, la giustapposizione di opposti – che implica l’uso di strumenti primitivi, come le percussioni, insieme a strumenti avanzati, come gli Onde Martenot. Nelle parole di Varèse, «Voglio abbracciare tutto ciò che è umano… dal primitivo ai confini più remoti della scienza.»
Ecuatorial ricevette recensioni contrastanti ma generalmente, positive, da parte della critica, che fu sorpresa dallo stile di Varèse e notò l’uso del theremin, nelle esecuzioni concertistiche, una novità rara, all’epoca. Il New York Times descrisse la prima esecuzione nei seguenti termini: «Il signor Varèse ha scritto una musica potente e suggestiva. A volte, è poco chiara; un groviglio di suoni oscura qualsiasi significato centrale, in queste pagine. I theremin conferivano all’opera una qualità ultraterrena, a tratti; in alcuni passaggi, erano solo stridii.» Il New York Herald Tribune descrisse anche gli «strumenti theremin striduli e penetranti» e affermò che «il piano e lo scopo dei contorni della musica e dell’orchestrazione del signor Varèse… non erano sempre chiari ma c’erano molte misure pungenti e massicciamente espressive.» Nonostante avesse generalmente ottenuto un certo apprezzamento, il pezzo rimase inedito e non sarebbe stato eseguito di nuovo nei successivi venticinque anni.
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