Hyperprism (1922-23) è il primo di una serie di brani di Varèse evocanti le scienze: Intégrales, Density 21.5, Ionisation, Espace. L’idea di Varèse era di trasporre musicalmente l’effetto che il prisma ha su un fascio luminoso: cercare di ottenere un effetto di diffrazione, separando i componenti del suono: attacchi, risonanze, frequenze, durate e intensità.
L’organico mette in luce caratteristiche del processo compositivo: la scelta di percussioni unicamente ad altezza indeterminata rinforza l’opposizione con gli strumenti ad altezza determinata, i fiati, creando due piani distinti che si contrappongono, si scontrano o si coniugano. Gli strumenti a fiato coprono un spettro largo ed equilibrato: l’ambitus totale utilizzato in Hyperprism copre più di 6 ottave, dal fa0 al sol6, nella notazione scientifica dell’altezza. Con la loro potenza sonora, gli ottoni sono incaricati di contrastare la percussione: a loro sono affidate le parti principali. Viceversa, i legni hanno un ruolo essenzialmente di colorazione armonica e timbrica, rinforzando le frequenze, nel registro acuto dello spettro. La percussione acquista un’importanza mai sentita, all’epoca: è trattata, per la prima volta nella storia della musica, allo stesso modo delle altre famiglie di strumenti. La sirena, primo passo verso la musica elettronica, non è adoperata per ragioni aneddotiche o per produrre insoliti effetti.
03 April 2026
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