Heinrich Besseler (1900–1969) was a German musicologist born in Hörde. He is particularly known for his colossal work, Die Musik des Mittelalters und der Renaissance (1931), which provided a new perspective on historical musicology by taking a history-of-ideas approach to music history.
Besseler studied philosophy (under Martin Heidegger), German language, mathematics and natural science in Freiburg im Breisgau. Subsequently, he studied music (under Hans Gál) and musicology (under Wilibald Gurlitt, Guido Adler and Wilhelm Fischer) in Vienna and Freiburg. In 1923 he obtained a doctoral degree in musicology from the University of Freiburg. The subject of his thesis was the history and stylistic development of dance suites in seventeenth-century Germany. After further studies at the University of Göttingen, he wrote a professorial thesis on medieval music, spanning the years between 1250 and 1350. From 1928 he taught at the University of Heidelberg.
In 1934, Besseler became a member of the Sturmabteilung. While admittedly failing to distance himself from National Socialism, he did come into some conflicts with Herbert Gerigk, the most notorious antisemitic musicologist in Germany. From 1949 to 1956 he taught at the University of Jena, and from 1957 to 1965 at the University of Leipzig. He was awarded an honorary doctorate at the University of Chicago in 1967, and died in Leipzig two years later.
08 June 2023
07 June 2023
Un documento di testo è un documento per elaboratore che contiene solamente testo puro, ossia la codifica binaria di caratteri comprensibili a un lettore umano, come lettere, numeri, segni di punteggiatura eccetera.
Il termine può essere usato in contrapposizione a documento binario, che è invece un documento contenente sequenze binarie non riconducibili a una codifica di caratteri leggibili, come ad esempio rappresentazioni binarie di pixel o delle istruzioni di una applicazione eseguibili dalla Cpu. In realtà dal punto di vista delle macchine non c’è distinzione tra i due tipi poiché tutti i documenti non sono altro che sequenze di byte. La differenza sta solo in ciò che i byte rappresentano e come sono utilizzati. È il formato del documento che indica come devono essere interpretate le sequenze di byte che lo formano.
I byte dei documenti di testo rappresentano quindi ognuno lettere, numeri, punteggiatura, spazi e altri normali simboli stampabili ma possono contenere anche alcuni caratteri di controllo come tabulatore, inizio riga e ritorno a capo.
Di una biografia in senso stretto di Leucippo non si può parlare considerata l’estrema scarsità di notizie attendibili sulla sua figura. Leucippo avrebbe lasciato la sua città dopo la rivoluzione aristocratica del 450 a.C., passando ad Abdera, secondo Diogene Laerzio sarebbe stato allievo dell’eleatico Zenone. Ad Abdera Leucippo fonda una scuola di filosofia e ha come allievo principale Democrito. Restano dubbie le sue origini, i suoi viaggi e soprattutto le sue tesi cosmologiche in rapporto a quelle di Democrito.
6. Ciò che è adeguato a degli scopi appare unicamente come un caso in mezzo a una moltitudine di ciò che non è adeguato a degli scopi.
06 June 2023
In matematica la teoria del caos è lo studio dei sistemi dinamici che esibiscono una sensibilità esponenziale rispetto alle condizioni iniziali.
Per i Greci il senso della potenza era considerato di valore più alto rispetto all’utilità o alla buona fama.
La successione di Thue-Morse può essere definita ricorsivamente mediante la negazione, aggiungendo a ogni passaggio il suo esatto opposto. Per esempio, sapendo che il primo bit è uno 0, dato che la sua negazione è 1 il bit successivo sarà 1; e dato che la negazione di 01 è 10 i successivi due bit saranno 10; e così via.
È tipico dei mediocri e degli invidiosi utilizzare parole come «borioso» per tentare di screditare gli uomini che non sono affatto boriosi ma semplicemente consapevoli del proprio valore.
L’unica cosa peggiore di un inferiore è un inferiore che si creda superiore. Un esempio perfetto di ciò potrebbe essere l’autore del brano Marcellina, Come Ti Senti? (2022).
Chi conserva la capacità di vedere la bellezza non invecchia mai. Ecco perché esistono giovani di ottant’anni e vecchi di vent’anni.
05 June 2023
Eugène Prouhet (1817-1867) è stato un matematico francese, tutore all’École polytechnique. È stato redattore del Cours d’Analyse e del Cours de Mécanique di Charles-François Sturm. È meglio conosciuto per la sequenza di Prouhet-Thue-Morse, che usò implicitamente nel 1851 e che fornisce la prima soluzione a un problema di teoria dei numeri chiamato «problema di Prouhet-Tarry-Escott».
Prouhet era l’orgoglioso comproprietario di una copia della seconda tiratura del libro De Revolutionibus di Nicolas Copernicus.
Finora ho trovato – su YouTube – soltanto sette «canali ufficiali dell’artista» che abbiano scelto di non utilizzare la discutibile pratica del «video in primo piano»:
i) il canale ufficiale dei Kiss;
ii) il canale ufficiale dei Tom Tom Club;
iii) il canale ufficiale di Marcello Di Lorenzo;
iv) il canale ufficiale dei Gi & Di Lorenzo;
v) il canale ufficiale di Greg Lake;
vi) il canale ufficiale di Paolo Sorge;
vii) il canale ufficiale di Charlie Parker.
03 June 2023
The Lucas sequence is an integer sequence named after the mathematician François Édouard Anatole Lucas (1842–1891), who studied both that sequence and the closely related Fibonacci sequence. Individual numbers in the Lucas sequence are known as Lucas numbers. Lucas numbers and Fibonacci numbers form complementary instances of Lucas sequences.
The Lucas sequence has the same recursive relationship as the Fibonacci sequence, where each term is the sum of the two previous terms, but with different starting values. This produces a sequence where the ratios of successive terms approach the golden ratio, and in fact the terms themselves are roundings of integer powers of the golden ratio. The sequence also has a variety of relationships with the Fibonacci numbers, like the fact that adding any two Fibonacci numbers two terms apart in the Fibonacci sequence results in the Lucas number in between.
The Thue–Morse sequence was first studied by Eugène Prouhet in 1851, who applied it to number theory. However, Prouhet did not mention the sequence explicitly; this was left to Axel Thue in 1906, who used it to found the study of combinatorics on words. The sequence was only brought to worldwide attention with the work of Marston Morse in 1921, when he applied it to differential geometry. The sequence has been discovered independently many times, not always by professional research mathematicians; for example, Max Euwe, a chess grandmaster and mathematics teacher, discovered it in 1929 in an application to chess: by using its cube-free property, he showed how to circumvent the threefold repetition rule aimed at preventing infinitely protracted games by declaring repetition of moves a draw. At the time, consecutive identical board states were required to trigger the rule; the rule was later amended to the same board position reoccurring three times at any point, as the sequence shows that the consecutive criterion can be evaded forever.
02 June 2023
Quello dal titolo Cristina Sergi - Party Sonata (Bootleg Audio).
E quello meno popolare?
Quello dal titolo Marcello Di Lorenzo - Defecari (Official Audio).
Che ore sono?
Le diciannove e trentacinque.
Che cos’è il fanatismo?
L’unica forza di volontà di cui sono capaci i deboli. Qualche esempio pratico? Gli scientisti e i sedicenti cristiani. E i nazisti? Stessa razza. Che cos’è uno spirito libero? L’esatto opposto della feccia di cui sopra. Come va il tuo braccio destro? Il dolore è in diminuzione ma permane. Perché non divulghi mai le esilaranti citazioni dello stronzetto? Non mi piace il cattivo odore. Che cos’è l’intolleranza? Impotenza. Perché i tuoi brani sono brevi? Amo il minimalismo, amo l’essenzialità, ritengo che soltanto nelle forme aforistiche ci sia ancora la possibilità di fare qualcosa di grande. Chi era Gesù? Un idiota. E i suoi seguaci? Qualcosa di peggio. Qual è il posto migliore della Terra? La Sicilia. Secondo te in quale parte della Terra si trova l’aborto umano? Non saprei. Il tuo istinto che cosa ti dice? Il mio istinto mi dice che probabilmente si trova nella parte settentrionale della palla al piede della Sicilia, cioè l’Italia. Forse in Liguria, forse nell’Oltregiogo… Sei felice? Sì. Quale birra bevi in questo periodo? La Dreher. Grazie. Di nulla. L’aborto umano è fatto così: tenta di screditare i suoi dèi ma afferma che siano i suoi dèi a tentare di screditare lui; imita i suoi dèi ma afferma che siano i suoi dèi a imitare lui; storpia i nomi dei suoi dèi ma afferma che siano i suoi dèi a storpiare il suo nome (che peraltro nessuno conosce). Inoltre – come se non bastasse – egli afferma di essere «creativo, forte e puro» ma dimostra a ogni passo di essere sterile, debole e impuro. È difficile anche solo immaginare un essere più contraddittorio, disonesto e sconclusionato dell’aborto umano.
01 June 2023
Nell’uso comune, «caos» significa «stato di disordine». Tuttavia, nella teoria del caos, il termine è definito con maggiore precisione. Anche se non esiste una definizione matematica universalmente accettata di caos, una definizione comunemente utilizzata afferma che un sistema dinamico deve avere le seguenti caratteristiche, per essere classificato come caotico:
i) dev’essere sensibile alle condizioni iniziali;
ii) deve esibire la transitività topologica;
iii) deve avere un insieme denso di orbite periodiche.
In matematica, la teoria del caos è lo studio dei sistemi dinamici che esibiscono una sensibilità esponenziale, rispetto alle condizioni iniziali. I sistemi di questo tipo, pur governati da leggi deterministiche, sono in grado di esibire un’empirica casualità nell’evoluzione delle variabili dinamiche. Questo comportamento casuale è solo apparente.
L’attrattore di Lorenz fu il primo esempio di un sistema di equazioni differenziali a bassa dimensionalità in grado di generare un comportamento caotico. Fu scoperto da Edward Norton Lorenz, del Massachusetts Institute of Technology, nel 1963.
Edward Norton Lorenz (1917-2008) è stato un matematico e meteorologo statunitense, noto per essere stato uno dei pionieri e sviluppatori della moderna teoria del caos, avendo introdotto la nozione di attrattori strani e coniato il neologismo effetto farfalla.
Lorenz costruì un modello matematico dell’aria che si muove nell’atmosfera terrestre. Con tale modello, Lorenz iniziò a studiare le precipitazioni e si rese conto che non sempre i cambiamenti atmosferici erano prevedibili. Minime variazioni dei parametri iniziali del modello a dodici equazioni di Lorenz producevano enormi variazioni nelle precipitazioni. La dipendenza così marcata con i parametri iniziali prese il nome di effetto farfalla.
Successivamente, esplorò la matematica che stava alla base del modello e nel suo articolo Deterministic Nonperiodic Flow descrisse un sistema di equazioni relativamente semplice, che dava come risultato un’infinita serie di soluzioni di estrema complessità, le quali mostravano una dipendenza sensibile dai dati iniziali. Questo sistema prese il nome di attrattore di Lorenz.
Per questo, Lorenz è considerato il padre della teoria del caos deterministico. Inizialmente sottovalutata, tale teoria a partire dagli anni ottanta, ha trovato applicazioni in svariati ambiti della scienza, sostenendo che solitamente, in un sistema dinamico non lineare, una minima variazione dei dati di input ha grande impatto nel risultato finale e che, pur in condizioni iniziali simili, il sistema può reagire in modi molto diversi. Tale numero di possibili soluzioni è comunque finito.
In matematica, il numero e è una costante matematica il cui valore approssimato a dodici cifre decimali è 2,718281828459. Insieme a pi, è la costante matematica più importante, per via della sua presenza in molte formule apparentemente non correlate.
È un numero trascendente, dunque irrazionale e tramite la formula di Eulero, è legato alle funzioni trigonometriche. In ambito internazionale, il numero e è chiamato numero di Eulero, mentre in Italia è anche detto numero di Nepero, pur essendo stato usato per la prima volta da Jakob Bernoulli, nel tentativo di trovare un metodo per il calcolo degli interessi composti.
Il primo riferimento ad e in letteratura risale al 1618 ed è contenuto nella tavola di un’appendice di un lavoro sui logaritmi di John Napier. Nella tavola, non appare la costante, bensì un elenco di logaritmi naturali calcolabili a partire dalla costante. Sembra che la tavola sia stata scritta da William Oughtred. La prima espressione di e come una costante è stata trovata da Jakob Bernoulli.
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