13 October 2026

Nel mondo delle drag bike, i motori a 2 tempi hanno fatto la storia assoluta dell’accelerazione pura!
Ovviamente, parliamo di mostri da pista, non omologati per la strada ma concettualmente, il 2 tempi e il drag racing sono nati per stare insieme, per un motivo fisico molto semplice: il rapporto peso-potenza imbattibile. Nelle gare di accelerazione sul quarto di miglio (i classici 402 metri), meno peso hai da portarti dietro e più esplosiva è la potenza, meglio è.
Ecco come i due tempi hanno dominato – e continuano a sconvolgere – il mondo dei dragster:

Le leggendarie «bare volanti» degli anni settanta e novanta
Negli anni settanta, la Kawasaki produsse delle moto stradali a 2 tempi a tre cilindri spaventose, come la Kawasaki H1 500 Mach Iii e la H2 750 Mach Iv. Avevano telai flessibili e freni pessimi ma motori così rabbiosi, che i preparatori compresero subito il loro potenziale.
Nacquero così drag bike leggendarie: i meccanici allungavano il forcellone posteriore, montavano enormi gomme posteriori da accelerazione (slick) e modificavano i motori, per fargli sputare potenze folli. Piloti e preparatori iconici come Paul Gast riuscirono a far scendere drag bike da 500 cc e 750 cc a 2 tempi sotto il muro dei 9 o addirittura 8 secondi, sul quarto di miglio.

Le follie plurimotore
Poiché un motore a 2 tempi è compatto e non ha valvole o alberi a camme in testa a renderlo pesante, i costruttori di drag bike hanno fatto cose folli. Esistono storici dragster spinti da due motori Kawasaki H2 750 accoppiati (per un totale di un mostruoso motore a 6 cilindri a 2 tempi da 1.500 cc), capaci di erogare oltre 250 cavalli su telai leggerissimi, capaci di farti letteralmente «strappare le braccia», in partenza.

La cultura dei «drag scooter», oggi
In Europa e in Italia, esiste una vivissima cultura sotterranea di gare d’accelerazione per scooter e piccoli mezzi, su distanze da 150 o 200 metri. Preparatori artigianali saldano carter speciali e creano motori bicilindrici a 2 tempi derivati dagli scooter (usando componenti di marchi come 2Fast, Malossi o Polini), dando vita a dei veri e propri missili rasoterra, con telai nudi in alluminio che pesano pochissimo e bruciano i 100 metri a velocità folli, alimentati a miscele speciali e capaci di regimi di rotazione stellari.

Se la mia Napoleonbob rappresenta l’apice del relax estatico e del godersi il viaggio con stile, una drag bike a 2 tempi è l’esatto opposto: un mostro brutale, rumoroso, avvolto da una nuvola di fumo azzurro, nato solo per distruggere il cronometro in linea retta!

09 October 2026

Nel linguaggio comune e industriale, il termine «carta blu» si riferisce alla bobina di carta industriale (spesso chiamata impropriamente «scottex da officina» o «rotolone blu»).
Questi grandi rotoli si distinguono dalla normale carta da cucina bianca, per alcune caratteristiche specifiche:
Uso professionale. Sono progettati principalmente per officine meccaniche, carrozzerie, laboratori chimici e ambienti industriali.
Resistenza e veli. Di norma, sono composti da 2 o 3 veli trattati per resistere a liquidi pesanti (come oli, grassi e solventi), senza disfarsi facilmente.
Il motivo del colore blu. La colorazione blu è uno standard fondamentale, soprattutto nel settore alimentare e ristorazione. Trattandosi di un colore praticamente assente nei cibi naturali, se un frammento di carta dovesse accidentalmente cadere negli alimenti durante le lavorazioni, sarebbe immediatamente visibile e rintracciabile a occhio nudo.

18 September 2026

11 September 2026

L’armagnac è – a buon diritto – la più antica acquavite di Francia. La sua prima menzione a stampa è del 1531 ma il manoscritto da cui deriva il libro, custodito nella Biblioteca apostolica vaticana, è del 1310, ad opera di Vital du Four, abate del monastero di Eauze, nel cuore della contea di Armagnac, che ne elencava quaranta virtù «medicinali». Le prime tracce dell’armagnac risalgono al Medioevo, quando era indicato come aygue ardente, distillata e usata come medicinale nelle antiche università e nei monasteri. La produzione per uso voluttuario inizia attorno alla metà del Quattrocento e circa mezzo secolo più tardi, se ne sviluppa il commercio in botte. Il distillato, caricato a bordo di carri fino a Mont de Marsan oppure Auch, era – poi – trasportato a Bayonne oppure a Bordeaux, per via fluviale e da qui, esportato dai mercanti olandesi nei Paesi Bassi, nel Regno Unito e perfino nei Paesi baltici. La diffusione dell’armagnac è, quindi, anteriore di almeno un secolo a quella del cognac, il cui commercio, tuttavia, poté svilupparsi maggiormente, grazie alla vicinanza e alle più facili comunicazioni fluviali con La Rochelle, importante porto ed emporio commerciale della Francia sudoccidentale. La regione dell’Armagnac è, infatti, più interna e non ha fiumi navigabili con imbarcazioni importanti, a differenza della Charente.

09 September 2026

L’armagnac è la risposta esatta e definitiva alla mia domanda. Se cerco il distillato più antico d’Europa, con prove scritte incontestabili, l’armagnac batte qualunque altro superalcolico occidentale. Il documento del 1310 ne certifica la nascita – ben prima del whisky, del gin o della grappa. Mentre il baijiu ha il primato mondiale assoluto (3.000 anni fa), l’armagnac è il re dell’Occidente, dal punto di vista storico e documentale. E, cosa non da poco, ha un sapore che per un occidentale è infinitamente più piacevole. Il cerchio si è chiuso perfettamente, tra Oriente (baijiu) e Occidente (armagnac)…

01 September 2026

È una dinamica che in Italia, si ripete spesso: purtroppo, il mercato di massa premia quasi sempre i numeri della scheda tecnica (più cavalli, cilindrata più grossa), rispetto al buon gusto e all’equilibrio delle forme. Ci sono tre motivi precisi, per cui in Italia, la mia 250 è una rarità assoluta, rispetto alla 500 o ad altre Benda (come la Chinchilla): La trappola dei cavalli e della patente A2. In Italia, chi compra una moto custom con patente A2, tende a spendere per il limite massimo dei 48 Cv (che la 500 sfiora). Molti motociclisti snobbano i 250 cc, perché pensano erroneamente che «meno potenza uguale meno divertimento», sacrificando la linea della moto per qualche cavallo in più, che spesso, non useranno mai. La sindrome della «moto grande». C’è una radicata tendenza culturale a volere il mezzo visivamente più massiccio, muscoloso ed esagerato, per farsi notare, confondendo l’impatto visivo «pesante» con la vera bellezza stilistica. Mentalità da autostrada. Molti acquirenti nostrani comprano la 500 pensando a ipotetici lunghi viaggi autostradali (dove una bobber, per giunta con le ruote da 16” cicciotte della 500, non è comunque nel suo ambiente ideale), anziché godersi la purezza e l’agilità cittadina e collinare dei cerchi da 18” della 250. Guardando il lato positivo, questa miopia degli acquirenti mi regala un enorme vantaggio: ho una moto praticamente unica. Mentre i raduni e i semafori si riempiranno di 500 tutte uguali e sgraziate, la mia Napoleonbob 250 verde resterà un pezzo raro e d’élite, apprezzato solo da chi ha davvero occhio per le proporzioni storiche del design motociclistico.

29 August 2026

Il 4 aprile 2024 (Clii compleanno di Francesco Di Lorenzo), Kel Buckley e Ben Purvise hanno pubblicato un articolo che mette in relazione due motociclette. Qualche estratto:

Ecco la copia della Royal Enfield realizzata dalla Benda, una cruiser da 250 cc, che imita fedelmente il concept cruiser Kx del 2018, del marchio indiano…
La cinese Benda ha fatto parlare di sé, negli ultimi due anni, con una gamma crescente di moto dall’aspetto intrigante, tra cui la muscle cruiser a quattro cilindri Lfc700, con pneumatico posteriore da 310 e, più recentemente, la Napoleonbob 500, pensata per competere con modelli come la Honda Rebel. Ora, l’azienda punta a cruiser di cilindrata ancora inferiore, avendo omologato una sorprendente bicilindrica a V da 250 cc.
Ricordate il concept cruiser bicilindrico a V Kx da 838 cc della Royal Enfield, presentato alla fine del 2018? Ecco la copia della Royal Enfield realizzata dalla Benda, una cruiser bicilindrica a V da 250 cc, chiamata Bd250.
La Benda sembra in tutto e per tutto la concept bike Royal Enfield del 2018, fin nei minimi dettagli, compreso quello che sembra essere un sistema di sospensione anteriore a traliccio ma dev’essere notato che la Benda ha una storia di utilizzo di carenature sopra una forcella convenzionale, per dare l’aspetto di un design a traliccio prebellico, come fece con la sua Napoleonbob 500.
La Bd250 potrebbe avere solo 19 kW, dal suo motore da 249 cc ma raramente, così poca potenza è stata racchiusa in un pacchetto così accattivante. Il look lungo e basso della moto enfatizza l’interasse allungato di 1.545 mm e la Benda ha aggiunto delle sospensioni interessanti, sia all’anteriore sia al posteriore.
Il posteriore presenta un forcellone triangolare in acciaio, che segue le linee del telaio per una forma in stile hardtail ma invece di nascondere l’ammortizzatore posteriore, questo è chiaramente visibile lateralmente e sembra essere azionato tramite un insolito leveraggio progressivo. Finora, abbiamo visto solo il lato sinistro della moto, quindi non è chiaro se ci sia un altro ammortizzatore abbinato anche sul lato destro ma sembra probabile.
La nuova omologazione mostra che la Bd250 pesa 182 kg a pieno carico e monta cerchi da 18 pollici su entrambe le ruote, con pneumatici 130/80 all’anteriore e 160/70 al posteriore. La velocità massima è di soli 120 km/h ma è evidente che si tratta di una moto pensata per farsi notare, non per andare veloce.

Noto qualche inesattezza ma è interessante, notare che già nel 2024, esisteva – in anteprima – del materiale informativo su Bona…

28 August 2026

La forcella girder è diventata datata e non è più utilizzata, poiché eventualmente, si adopera la forcella Hossack/Fior, che può essere considerata la sua evoluzione. È formata da tubi saldati ed è fissata alle piastre di sterzo superiori e inferiori tramite due coppie di bracci (una coppia per piastra), andando a formare un parallelogramma, dove la forcella sale e scende rispetto al telaio, sotto l’azione della ruota. La sospensione, in questo tipo di forcella, è generalmente costituita da una sola molla, che è posizionata tra i due bracci della forcella, agganciata a una piastra presente tra i due bracci e al telaio della moto.

26 August 2026

La leggenda racconta che la Commandaria fosse già prodotta nell’800 avanti Cristo, tanto che Esiodo la citava nei suoi scritti come «Cypriot Manna». Si trattava di un vino prezioso, dolce e concentrato, che già allora, era considerato una delizia divina. Ma è con i crociati, che il vino guadagna un nome e una fama senza precedenti. Durante il banchetto di nozze tra Riccardo Cuor di Leone e Berengaria di Navarra, celebrato proprio a Cipro nel 1191, si dice che il re inglese alzò il calice e proclamò: «Questo è il vino dei re e il re dei vini.» Da quel momento, il suo destino era segnato.

25 August 2026

La bevanda alcolica più antica in assoluto è la bevanda degli dèi, lodata dai poeti Greci e Latini. È una sorta di panacea universale, nonché un veicolo insostituibile, per ogni tipo di cura. Da usare dopo il pasto, per la digestione o da servire fresca, con il dolce. Naturalmente, sto parlando dell’idromele…

24 August 2026

Il distillato più antico del mondo in assoluto è il baijiu cinese. Ecco le prove storiche incontestabili: La prova archeologica. Nel gennaio del 2025, gli archeologi hanno analizzato il liquido rimasto sigillato dentro un vaso di bronzo a forma di gufo risalente alla Dinastia Shang (circa 1600-1046 a.C.). Le analisi chimiche hanno confermato la presenza di alcol distillato, privo degli zuccheri e delle proteine tipici dei normali fermentati. L’età. Questo liquido ha più di 3.000 anni. Batte qualsiasi altro superalcolico sul pianeta. E l’arrack? L’arrack resta una bevanda leggendaria ma i primi testi storici e alambicchi strutturati per produrlo in Medio Oriente risalgono al Medioevo (circa Viii-Ix secolo d.C.). È, quindi, nato molti secoli dopo, rispetto alle prime distillazioni cinesi. Quindi, senza alcun dubbio: il primato assoluto di antichità va al baijiu.

19 August 2026

Il brandy spagnolo è più antico del cognac francese. Le origini della distillazione in Spagna precedono di molto quelle della celebre regione francese: Il primato della Spagna (Jerez). I mori introdussero l’arte della distillazione in Andalusia già intorno al 900 d.C., per produrre profumi e medicinali. I primi documenti commerciali legati alla produzione di spirit a Jerez de la Frontera (il cuore del brandy spagnolo) risalgono al 1580. La nascita del cognac. La regione del Cognac, in Francia, ha iniziato a sviluppare la sua doppia distillazione sistematica del vino solo nel corso del Xvii secolo (intorno al 1600), spinta dai commercianti olandesi. Una curiosità storica: la «guerra» del nome Fino alla prima metà del Novecento, il brandy spagnolo era così famoso e diffuso, che in Spagna, era chiamato (comunemente ed erroneamente) «Coñac». Solo in seguito, le leggi internazionali sulla Aoc hanno protetto il nome francese, costringendo i produttori andalusi a utilizzare esclusivamente la denominazione ufficiale di Brandy de Jerez.

16 August 2026

Fumare fa molto male ed è la prima causa di morte e malattia che si può evitare. Uccide metà delle persone che fumano a lungo. Non esiste una dose sicura: anche una sola sigaretta al giorno alza molto il rischio di infarto e ictus. Il fumo porta veleni e catrame in tutto il corpo.

I danni alla salute
Cancro. Il fumo causa nove su dieci tumori ai polmoni e un terzo di tutti i tumori. Danneggia il Dna delle cellule.
Cuore e vasi. La nicotina e il monossido di carbonio rovinano il sangue e il cuore. Portano a infarti e ictus.
Polmoni. Distrugge le vie aeree. Porta a bronchite cronica e a fare molta fatica a respirare.
Dipendenza. La nicotina crea una forte dipendenza nel cervello. Rende molto difficile smettere.
Altri effetti. Rovina la pelle, fa male ai denti e riduce le difese del corpo. Danneggia anche chi sta vicino a chi fuma (fumo passivo).

14 August 2026

Un motore bicilindrico a V (chiamato anche V2) è un motore a combustione interna, con due cilindri disposti a forma di «V», che condividono lo stesso albero motore. Questo schema è una delle configurazioni più famose, apprezzate e utilizzate nel mondo delle moto, per il suo carattere unico e il suo suono inconfondibile.

Caratteristiche principali
Coppia ai bassi regimi. Offre una spinta vigorosa fin dai bassi giri, rendendo la guida fluida e divertente, senza dover tirare troppo le marce.
Ingombro laterale ridotto. Essendo stretto, permette di progettare moto molto snelle, migliorando l’aerodinamica e facilitando l’appoggio dei piedi a terra.
Suono e vibrazioni. Il sound è tipicamente cupo e pulsante. Le vibrazioni fanno parte del «carattere» del motore, anche se i modelli moderni usano contralberi di bilanciamento per ridurle.

Le variazioni dell’angolo a «V» L’inclinazione tra i due cilindri cambia radicalmente il comportamento e il bilanciamento del motore: V di 90° (o a L). È il bilanciamento perfetto. Riduce quasi a zero le vibrazioni di primo ordine, senza bisogno di componenti extra. È il marchio di fabbrica di aziende come la Ducati e la Moto Guzzi. V stretta (p. es. 45°, 52°, 60°). Molto compatta longitudinalmente. È la configurazione tipica dei motori americani Harley-Davidson o Indian Motorcycle, celebre per il classico suono «potato-potato». Orientamento del motore I costruttori montano il bicilindrico a V sulle moto principalmente in due modi: Trasversale (rispetto all’albero motore). I cilindri sono puntati uno in avanti e uno all’indietro (p. es. Ducati, Harley-Davidson). La moto rimane strettissima. Longitudinale (rispetto all’albero motore). I cilindri spuntano lateralmente a destra e a sinistra, esposti al flusso d’aria (p. es. Moto Guzzi). Questo sistema facilita il raffreddamento e l’uso della trasmissione a cardano. Il motore della mia Benda Napoleonbob 250 è un bicilindrico a V stretta ma per la precisione, l’angolo reale tra i cilindri è di 60 gradi (non 45° come le Harley-Davidson tradizionali). La Benda ha scelto un’inclinazione di 60°, perché rappresenta un ottimo compromesso tecnico: Estetica custom. I cilindri rimangono molto vicini e compatti, regalando alla moto quella tipica forma «raccolta» e muscolosa sotto al serbatoio. Meno vibrazioni. Rispetto a un motore a 45°, l’angolo a 60° riduce in modo naturale le vibrazioni meccaniche, un fattore importante, visto che questo motore da 250 cc esprime la sua potenza massima (circa 26 Cv) a regimi piuttosto alti, intorno ai 9.000 giri.
I dettagli color bronzo sulle testate accentuano ancora di più questa bellissima architettura a V, rendendo il motore il vero protagonista visivo della mia moto.

12 August 2026

La somiglianza è davvero sorprendente e tutt’altro che casuale! La Benda Napoleonbob 250 sembra aver preso fortissima ispirazione dalla Royal Enfield Concept Kx, un celebre prototipo presentato alla Eicma nel 2018. I punti di contatto nel design Molti appassionati e riviste di settore hanno notato che la Napoleonbob riprende fedelmente le scelte estetiche più audaci del prototipo Royal Enfield: La forcella anteriore. Entrambe le moto utilizzano un design che imita le vecchie forcelle di tipo girder (a parallelogramma), un dettaglio vintage rarissimo, sulle moto moderne. La sella sospesa. Il sedile singolo «galleggiante», ancorato direttamente al telaio, è praticamente identico, nella linea e nella forma. La linea da bobber pura. Entrambe hanno una silhouette bassa, allungata e muscolosa, completata da pneumatici di grande sezione. Il motore V-twin. Sebbene la cilindrata sia diversa (250 cc per la Benda contro gli 838 cc del concept della Royal Enfield), la disposizione a «V» dei cilindri definisce lo stesso, identico impatto visivo, al centro della moto. La grande differenza è che mentre la Royal Enfield Concept Kx è rimasta un meraviglioso prototipo da mostra, i designer della Benda sono riusciti a trasformare quell’idea estetica in una moto di serie reale, accessibile e regolarmente acquistabile.

06 August 2026

Rumble è un brano musicale di Link Wray del 1958, pubblicato per la prima volta su singolo lo stesso anno. Sebbene passata alla storia per essere stata l’unica traccia strumentale censurata nelle radio statunitensi, Rumble riuscì comunque a raggiungere alti piazzamenti di classifica. Negli anni seguenti, lo stesso Wray reincise nuove versioni della traccia.

05 August 2026

Il cantautore britannico Boy George è al centro di una bufera mediatica e di forti boicottaggi a seguito della pubblicazione, a fine luglio 2026, del brano We Will Dance Again, una canzone dedicata alle vittime del massacro di Hamas al Nova Music Festival, avvenuto il 7 ottobre 2023. Nel testo, il brano recita versi espliciti come, «Tu dici genocidio, io dico guerra», difendendo la risposta militare israeliana, criticando la memoria selettiva di parte del mondo dello spettacolo e ribadendo la propria vicinanza alla comunità ebraica. La presa di posizione ha scatenato un vero e proprio linciaggio social, portando l’artista a rinunciare al ruolo di re Erode, nella produzione londinese del musical Jesus Christ Superstar e subendo, inoltre, la rimozione del pezzo dalla piattaforma musicale Bandcamp.

02 August 2026

La Royal Enfield Concept Kx è un prototipo di moto in stile bobber, svelato alla Eicma 2018. Ispirata alla storica Model Kx del 1937, monta un ipotetico motore bicilindrico a V da circa 838 cc ed è stata creata solo come esercizio di stile, senza piani immediati per la produzione in serie. Caratteristiche principali Motore. V-twin da 838 cc raffreddato ad aria e olio (maquette non funzionante, nel prototipo). Disegno. Linea bassa e allungata, stile retrò-moderno, con sella singola fluttuante. Ciclistica. Sospensione anteriore a girder (parallelogramma) e cerchi da 19 pollici. Tecnologia. Fari a Led e strumentazione digitale.

N el mondo delle drag bike , i motori a 2 tempi hanno fatto la storia assoluta dell’accelerazione pura! Ovviamente, parliamo di mostri da pi...